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AGBA: Sfida alla salvaguardia dell’albero Sacro

AGBA (PRIORIA BALSAMIFERA)

L’Agba, noto anche con la denominazione scientifica “Prioria Balsamifera”, è un albero tropicale, appartenente alla famiglia delle “Leguminosae Caesalpiniaceae”, originario delle regioni delle foreste pluviali tropicali dell’Africa occidentale.

Agba (Prioria Balsamifera)

Cresce principalmente dalla Nigeria verso sud fino al bacino del Congo, in Angola, Camerun, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Guinea Equatoriale, Gabon, sparso o in sacche locali, prediligendo terreni profondi e abbondanti di umidità.

Esistono svariati altri nomi con cui si identifica questa stessa specie di albero come, ad esempio: “tola”, “egba”, “emongi” o molti altri ancora. Questi nomi possono variare a seconda della classificazione tassonomica adottata.

In alcune comunità dell’Africa occidentale, l’Agba ha un importante valore culturale e spirituale. Viene talvolta piantato vicino alle case come albero ornamentale o per fornire ombra.

Si tratta di un albero di grandi dimensioni che può crescere fino a raggiungere i 60 metri di altezza. Il tronco ha generalmente un diametro che va dai 70 ai 180 centimetri e che presenta una corteccia molto resinosa.

L’Agba (Prioria Balsamifera) è dotato di una chioma larga e densa composta da innumerevoli foglie pennate lunghe dai 4 ai 9 centimetri e larghe dai 2 ai 4; ciascuna di queste foglie pennate è ulteriormente dotata di 6-10 foglioline disposte alternativamente.

I fiori prodotti da questo albero sono piccoli, con quattro o, più raramente, cinque sepali bianchi lunghi circa 2 millimetri e privi di petali.

Il baccello ha una lunghezza compresa tra i 10 ed i 14 centimetri ed è largo tra i 3,5 e i 4,5. Somiglia superficialmente a un acero samara, con un singolo seme di 2 o 3 centimetri ad un’estremità, mentre il resto del baccello è modificato in un’ala.

Il legno di Agba è molto apprezzato per l’elevata qualità, per la resistenza e la durevolezza. Alburno e durame non hanno una netta differenziazione nella colorazione mantenendosi su una tonalità giallastra o bruno chiara con aspetto satinato. La fibratura è per lo più diritta con tessitura fine. L’alburno è facile preda di funghi e insetti, il durame è resistente e facilmente impregnabile.

Le operazioni di essiccazione procedono senza impedimenti degni di nota salvo una sporadica possibilità di deformazioni o imbarcamenti. In generale è un legno che si lavora abbastanza bene sia a macchina che a mano; si presta bene a tranciatura e sfogliatura e per questo motivo è molto impiegato nell’industria dei compensati.

Questa tipologia di legname viene utilizzata per la costruzione di mobili, travi, impalcature e per altri scopi edili. Inoltre, le foglie e la corteccia dell’Agba sono utilizzate in alcune pratiche tradizionali di medicina africana per trattare varie condizioni. Il massello trova invece impiego prevalentemente in falegnameria per la costruzione di serramenti ed infissi, oltre che in ebanisteria.

Stagionato all’aria ha un peso specifico che varia dai 450 ai 550 kg/m3.

L’Agba è una specie che cresce rapidamente e si adatta bene a una varietà di condizioni climatiche, pur essendo più comune nelle regioni tropicali umide. Nonostante ciò è attualmente minacciata dalla perdita di habitat e dal taglio eccessivo del legname a tal punto a essere considerata una specie in pericolo dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) che l’ha inserita nella sua “Lista Rossa delle specie minacciate”.

Se vuoi conoscere altre specie di albero visita l’Enciclopedia del Legno di Brini Legnami qui.

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