Il Kauri, noto scientificamente come Agathis australis, appartiene alla famiglia delle Araucariaceae ed è una delle specie più imponenti e affascinanti della flora della Nuova Zelanda. Questo albero è endemico dell’Isola del Nord, dove cresce esclusivamente a nord del 38° parallelo, in zone che un tempo erano coperte da estese foreste che si stima superassero il milione di ettari.

Oggi, le foreste di Kauri sono ridotte a circa 80.000 ettari, ma continuano a rappresentare un patrimonio naturale straordinario, anche grazie a esemplari antichi che raggiungono diametri superiori ai quattro metri e che vivono da oltre mille anni. Il nome scientifico Agathis australis è stato attribuito da D. Don e successivamente validato da Loudon, mentre sinonimi storici come Dammara australis e Podocarpus zamiaefolius testimoniano la lunga storia di studio di questa specie.
Il Kauri (Agathis australis) predilige foreste temperate e subtropicali calde, spesso situate a bassa quota e con terreni ben drenati, sebbene possa adattarsi anche a suoli torbosi e paludosi. Il clima ideale è quello mite, con inverni non troppo rigidi ed estati calde, che garantisce la crescita costante di questi giganti vegetali. In passato, l’albero dominava ampie aree forestali, creando ecosistemi complessi e ricchi di biodiversità, ospitando una varietà di specie animali e vegetali.
Il Kauri ha dimensioni impressionanti: raggiunge 50 metri di altezza, con esemplari che superano i 60 metri, e diametro del tronco fino a 7 metri. La quantità di legno di un albero maturo è comparabile a quella delle sequoie californiane. Gli esemplari più famosi, come il “Tāne Mahuta”, raggiungono volumi di oltre 500 metri cubi, diventando veri e propri monumenti viventi.
Le caratteristiche morfologiche del Kauri (Agathis australis) sono altrettanto straordinarie. I giovani alberi hanno un portamento conico, ma con l’età i rami inferiori cadono, lasciando il tronco nudo fino a notevoli altezze e formando una chioma tondeggiante che conferisce all’albero un aspetto maestoso e inconfondibile. La corteccia è grigia e squamosa, con grandi placche che cadono a terra e possono accumularsi fino a due metri di altezza. Le foglie sono piccole, ovate, opposte o disposte in verticilli di tre, lunghe da 3 a 7 centimetri e larghe circa un centimetro, con una nervatura parallela tipica delle conifere. Come tutte le conifere, il Kauri produce coni globosi che raggiungono la maturità in 18-20 mesi e rilasciano semi alati dispersibili dal vento, garantendo la propagazione della specie.
Il legno di Kauri è tra i più pregiati del mondo. L’alburno è bianco-giallastro, mentre il durame, dorato e caldo, scurisce naturalmente con l’età. Ha fibra dritta, facile da lavorare, e presenta una resistenza media alla rottura. Il suo peso specifico si aggira intorno ai 540-560 kg/m³ a umidità del 12%, con una gravità specifica di circa 0,44-0,54. Grazie a queste caratteristiche, il legno di Kauri è stato storicamente utilizzato per costruire canoe (waka), masti per navi, utensili e mobili di pregio. Oggi trova applicazioni anche nella realizzazione di strumenti musicali come chitarre e ukulele, oltre a pannelli decorativi e arredi di alto valore. Particolarmente famoso è il cosiddetto “Swamp Kauri”, legno fossile preservato nelle torbiere per decine di migliaia di anni, che conserva un’integrità straordinaria e rappresenta l’unico legno di Kauri ancora commerciabile.
Il Kauri è anche carico di curiosità culturali e simboliche. I Māori lo considerano sacro, e alcuni alberi millenari hanno nomi come Te Matua Ngahere, “Padre della Foresta”, a testimonianza della venerazione della popolazione locale. Secondo le leggende, i Kauri sono i piedi del dio Tāne Mahuta, separando il cielo dalla terra e rappresentando la connessione tra mondo terreno e spirituale. La scoperta di Kauri fossili, alcuni datati fino a 45.000-50.000 anni fa, testimonia la longevità e la resilienza di questa specie nel tempo.
Oggi il Kauri è considerato vulnerabile. Le principali minacce sono rappresentate dalla malattia fungina Phytophthora Agathidicida e dalla deforestazione storica. Tuttavia, progetti di conservazione e gestione forestale sono in corso per proteggere gli esemplari sopravvissuti e garantire la sopravvivenza della specie. La tutela del Kauri è una questione ambientale, ma anche culturale, storica ed economica, poiché questi alberi rappresentano un patrimonio naturale unico al mondo.
Il Kauri è dunque un simbolo di maestosità, longevità e valore culturale. Ogni esemplare racconta migliaia di anni di storia, contribuendo alla biodiversità della Nuova Zelanda, ma anche alla memoria storica e culturale del popolo Māori. Proteggere e conoscere questi alberi significa preservare un patrimonio straordinario, dove la natura e la storia si incontrano in un’unica, imponente forma di vita.
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