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KEVAZINGO: il legno violaceo dell’Africa

Kevazingo (Guibourtia tessmannii)

Guibourtia tessmannii, comunemente conosciuto come Kevazingo o Bubinga, è una maestosa specie arborea appartenente alla famiglia delle Fabaceae. Questo albero rappresenta uno degli esempi più spettacolari della biodiversità delle foreste pluviali dell’Africa centrale, essendo originario di Camerun, Gabon e Guinea Equatoriale.

Kevazingo (Guibourtia tessmannii)

La sua presenza nelle foreste sempreverdi primarie è significativa per il valore estetico e commerciale del legno, e per l’equilibrio ecologico che contribuisce a mantenere. Esemplari adulti della specie superano spesso i 40 metri di altezza, con alcuni individui eccezionali che arrivano anche a 65 metri. Il tronco è dritto e cilindrico, talvolta sorretto da eleganti radici a zampa di elefante, con un diametro che può arrivare fino a due metri. Spesso privo di rami per circa metà della sua altezza, l’albero ha una silhouette regale e armoniosa. La corteccia, grigia o marrone, presenta caratteristiche macchie circolari che si staccano spontaneamente, lasciando delle profonde depressioni arancioni, un dettaglio che rende facilmente riconoscibile la specie.

Le foglie del Kevazingo sono disposte a spirale lungo i rami e sono pinnate, con una coppia di foglioline ovate o ellittiche lunghe fino a 15 cm. Queste foglie contribuiscono a formare una chioma densa e arrotondata, che offre un microhabitat prezioso per numerose specie animali. La fioritura avviene attraverso infiorescenze a pannocchia, terminali o ascellari, con steli spessi ricoperti di peli rossi. I fiori sono piccoli, bianchi e profumati, con quattro sepali, dieci stami e un ovario supero, seguiti da baccelli leggermente appiattiti e coriacei contenenti uno o due semi grandi a forma di rene, con arilli rosso-arancio, alimento per uccelli come i calao e primati come scimpanzé e alcune specie di scimmie, che ne favoriscono la dispersione naturale.

Il legno di Guibourtia tessmannii è tra i più pregiati del continente africano e viene commercializzato principalmente sotto il nome di Bubinga. Il durame, di colore rosso-violaceo con venature purpuree, è straordinariamente denso e duro, con un peso specifico compreso tra 1.000 e 1.100 kg/m³ e una durezza Janka di circa 2.410 lbf. L’alburno è più chiaro e meno resistente, mentre il cuore è altamente durevole, resistente a funghi, termiti e umidità. La fibra fine e talvolta ondulata conferisce al legno un aspetto elegante. È particolarmente apprezzato per la realizzazione di mobili di lusso, pannelli decorativi, strumenti musicali come pianoforti e chitarre, pavimentazioni pregiate, manici di utensili e oggetti artigianali. La lavorabilità è buona ma richiede utensili ben affilati a causa della durezza, e il legno va essiccato e trattato per evitare deformazioni o fessurazioni. La superficie si lucida facilmente, ottenendo finiture che ne esaltano le venature naturali.

Oltre all’uso del legno, il Kevazingo (Guibourtia tessmannii) ha un ruolo importante nella medicina tradizionale. La corteccia viene utilizzata per trattare diverse patologie, come ipertensione, gonorrea, prevenzione di aborti spontanei, e come rimedio anthelmintico o per la pulizia di ferite. La corteccia è anche impiegata come fungicida per controllare la malattia del baccello nero nelle piante di cacao, evidenziando l’importanza della specie per le comunità locali e per l’agricoltura sostenibile. Nei mercati di città come Yaoundé, in Camerun, è possibile acquistare la corteccia per scopi medicinali, dimostrando un legame secolare tra la popolazione e l’albero.

Nonostante il suo valore ecologico, culturale e commerciale, Guibourtia tessmannii è sottoposto a minacce significative. La deforestazione, la raccolta illegale e il commercio non regolamentato hanno portato a un declino delle popolazioni naturali. Per questo motivo, la specie è inclusa nell’Appendice II della CITES, che ne regola il commercio internazionale e promuove pratiche di gestione sostenibile. La conservazione richiede quindi un equilibrio tra sfruttamento economico e tutela ambientale, con programmi di certificazione forestale e uso responsabile del legname.

In sintesi, il Kevazingo (Guibourtia tessmannii) rappresenta un vero e proprio tesoro delle foreste equatoriali. La sua imponenza, la bellezza del legno e le molteplici applicazioni, sia tradizionali che moderne, ne fanno una specie straordinaria e insostituibile. La conoscenza approfondita delle sue caratteristiche botaniche, ecologiche e commerciali è fondamentale per garantire che Guibourtia tessmannii continui a prosperare, mantenendo il suo ruolo essenziale negli ecosistemi forestali e nella vita delle comunità locali. Proteggere questa specie significa non solo conservare un patrimonio naturale unico, ma anche sostenere un legame millenario tra uomo e foresta.

Se vuoi conoscere altre specie di albero: visita l’Enciclopedia del Legno di Brini Legnami qui.

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