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KOSSO: la specie afromontana dalle virtù millenarie

KOSSO (HAGENIA ABYSSINICA)

L’Hagenia abyssinica, comunemente conosciuta come Kosso o Kousso, è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Rosaceae. È l’unica rappresentante del genere Hagenia, quindi una specie monotipica. È conosciuta con diversi nomi locali: in amarico “Kosso”, in inglese “African Redwood” o “East African Rosewood”, e in swahili “Mdobore” o “Mlozilozi”. In passato sono stati utilizzati anche diversi sinonimi botanici, tra cui Brayera anthelmintica e Banksia abyssinica. Si tratta di una specie autoctona dell’Africa orientale e centrale, diffusa in modo disgiunto lungo la catena afromontana, dal Sudan e dall’Etiopia fino al Malawi e allo Zambia.

KOSSO (HAGENIA ABYSSINICA)

Il suo habitat naturale comprende zone di montagna poste tra i 2.000 e i 3.000 metri di altitudine. Lì il Kosso (Hagenia abyssinica) cresce in foreste afromontane umide e sub-umide, in aree che ricevono una piovosità media annua compresa tra 1.000 e 1.500 millimetri. È in grado di adattarsi a suoli fertili, ben drenati e moderatamente acidi. Nelle foreste montane più umide si associa spesso a specie come Podocarpus e Afrocarpus, mentre in ambienti più secchi può formare boschi misti con Juniperus procera, oppure dominare da solo il soprassuolo. In genere rappresenta una delle ultime specie arboree prima del limite altitudinale oltre il quale iniziano le formazioni di erica gigante. La sua presenza è quindi tipica delle zone di transizione tra la foresta montana e la vegetazione arbustiva d’alta quota.

L’Hagenia abyssinica è un albero di medie-grandi dimensioni, che può raggiungere i 20 metri d’altezza e un diametro del tronco fino a 80 centimetri. Presenta un fusto piuttosto corto e rami robusti che si diramano già a bassa altezza. La corteccia è spessa, fibrosa e desquamante, di colore grigio-brunastro, caratteristica che contribuisce a proteggerlo dalle basse temperature tipiche delle quote elevate.

Le foglie sono composte e imparipennate, lunghe fino a 40 centimetri, con 7-13 foglioline lanceolate o ellittiche, di circa 10 centimetri ciascuna. La pagina superiore è verde lucida, mentre quella inferiore presenta una leggera peluria che le conferisce una tonalità argentata.

I margini sono finemente seghettati. Le infiorescenze sono molto appariscenti e formate da grandi pannocchie lunghe fino a 60 centimetri, costituite da numerosi piccoli fiori di colore variabile dal bianco al rosato o arancio-camoscio. L’albero è dioico, quindi produce fiori maschili e femminili su esemplari distinti.

Il legno di Kosso (Hagenia abyssinica) è moderatamente pesante, con una densità media compresa tra 670 e 710 kg/m³. Presenta una buona compattezza e una discreta resistenza meccanica. L’alburno è di colore giallo chiaro, mentre il durame tende a tonalità più scure, bruno-dorate. Si lavora con facilità sia manualmente sia con utensili meccanici e risponde bene a levigatura e lucidatura. È impiegato localmente per costruzioni leggere, arredi, pavimentazioni interne, utensili agricoli, manici e pali. In molte zone è anche una fonte di legna da ardere e carbone vegetale. Nonostante la somiglianza del nome inglese “East African Rosewood”, il Kosso non appartiene al gruppo commerciale dei veri palissandri (Dalbergia spp.), ma è apprezzato come legno ornamentale e resistente.

Dal punto di vista farmacologico, la specie è nota da secoli per l’uso medicinale delle infiorescenze femminili essiccate, denominate “Kousso”. Esse contengono principi attivi, tra cui la kosina o koussina (formula C₃₁H₃₈O₁₀), un composto con proprietà antielmintiche. In particolare, l’estratto di fiori è stato utilizzato contro la tenia Taenia solium. L’infiorescenza viene tradizionalmente polverizzata o infusa in acqua o alcol per ottenere un rimedio naturale. Tuttavia, dosaggi elevati possono provocare effetti collaterali, per cui l’uso medico moderno è limitato e monitorato.

L’albero riveste anche un ruolo ecologico significativo: fornisce habitat e nutrimento a diverse specie di insetti e lepidotteri, contribuendo alla stabilità degli ecosistemi montani. Nelle comunità rurali africane è considerato una risorsa multifunzionale, utile per la produzione di legno, ombra, medicamenti e biomassa.

Per quanto riguarda la conservazione, Hagenia abyssinica non è attualmente classificata come specie minacciata a livello globale e figura tra quelle a “Least Concern” nella lista IUCN. Tuttavia, in alcune aree montane la sua diffusione è in declino a causa del disboscamento, della raccolta intensiva e della conversione dei suoli agricoli. Per garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie, si raccomandano pratiche di gestione sostenibile, piani di riforestazione e tutela delle foreste afromontane, ecosistemi di elevata importanza biologica e paesaggistica.

Se vuoi conoscere altre specie di albero: visita l’Enciclopedia del Legno di Brini Legnami qui.

Immagine di David Castor, rilasciata nel pubblico dominio via Wikimedia Commons.

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