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LARICE: albero simbolo delle montagne europee

LARICE COMUNE (LARIX DECIDUA)

Il Larice comune, conosciuto scientificamente come Larix decidua, è una delle specie più rappresentative dell’arco alpino e delle montagne dell’Europa centrale. Appartenente alla famiglia delle Pinaceae, è l’unica conifera spontanea del nostro territorio a perdere completamente gli aghi in autunno, caratteristica che lo rende subito riconoscibile nel paesaggio montano. Esistono due principali sottospecie: quella alpina, ampiamente diffusa, e la rara sottospecie polonica, localizzata in alcune regioni dell’Europa orientale. Fin dall’antichità il larice ha accompagnato la vita delle popolazioni di montagna, che ne hanno saputo apprezzare robustezza, duttilità ed eccezionale resistenza.

LARICE COMUNE (LARIX DECIDUA)

L’habitat del larice (Larix decidua) rivela molto della sua natura. È una specie amante della luce, capace di insediarsi in ambienti severi e freddi, spesso dove altre piante non riuscirebbero a sopravvivere. Predilige versanti soleggiati, terreni ben drenati e altitudini comprese tra gli 800 e i 2.400 metri, pur potendo spingersi anche oltre. È tipico sia dei boschi di conifere che dei pascoli d’alta quota, dove forma lariceti radi e suggestivi. La sua presenza ha un ruolo ecologico importante: stabilizza i pendii, protegge il suolo e apre la strada alla colonizzazione di altre specie arboree, comportandosi come un vero pioniere delle zone montane.

Le dimensioni che può raggiungere sono imponenti. Il larice cresce rapidamente nei primi anni e da adulto può arrivare a 30–40 metri d’altezza, talvolta anche di più, con tronchi che superano facilmente il metro di diametro. Molti esemplari vivono per secoli e alcuni larici alpini sono addirittura considerati millenari, come quelli celebri della Val d’Ultimo, veri monumenti naturali scolpiti dal tempo. Il suo portamento varia con l’età e l’ambiente: piramidale nelle piante giovani, più slanciato o irregolare in alta quota, dove vento e neve modellano la chioma.

Le caratteristiche della pianta sono pienamente adattate al clima rigido delle montagne. Gli aghi, morbidi e riuniti in ciuffetti, sono verde brillante in primavera e si trasformano in un giallo dorato intensissimo in autunno, creando scenari spettacolari. I coni, piccoli e persistenti, compaiono sulla stessa pianta come strutture maschili e femminili separate. La corteccia, inizialmente liscia e poi profondamente solcata, è spessa e protettiva. Mentre il sistema radicale è robusto e affonda in profondità per assicurare stabilità anche sui terreni più difficili.

Il legno di larice (Larix decidua) è uno dei materiali più apprezzati dell’arco alpino. L’alburno ha colore chiaro, mentre il durame assume tonalità rosate o rosso-brune che si intensificano nel tempo. Ricco di resina, è naturalmente resistente all’acqua, al gelo e al degrado, sebbene questa stessa resinosità renda la lavorazione un po’ più impegnativa. La densità può variare molto in base alla crescita, ma si colloca mediamente intorno ai 550 kg/m³, con valori che possono andare da 400 a 800 kg/m³.

Gli utilizzi del legno sono numerosi e tradizionalmente fondamentali per le popolazioni montane. È stato impiegato per case, travi, solai, infissi, pavimenti, rivestimenti esterni e per le tipiche scandole dei tetti alpini. La sua resistenza all’acqua lo ha reso prezioso anche nella costruzione di imbarcazioni, canali e strutture esposte agli agenti atmosferici. Dalla corteccia si ricavavano tannini per la concia delle pelli, mentre la resina era famosa come trementina di Venezia, molto richiesta da artigiani, pittori e farmacisti. Persino le secrezioni zuccherine prodotte sui rami possono essere raccolte dalle api, dando origine a mieli particolari.

Non mancano curiosità che aggiungono fascino alla specie: il larice è una delle poche conifere decidue, i suoi boschi autunnali sono celebri in tutta l’Europa alpina e alcuni individui raggiungono età straordinarie. Il suo ruolo paesaggistico è fondamentale, così come quello culturale, essendo da secoli parte dell’identità delle comunità montane.

Quanto alla conservazione, il larice non è una specie minacciata su larga scala, ma richiede comunque una gestione attenta. L’eccessivo pascolo, alcune malattie fungine, la difficoltà di rigenerazione naturale e gli effetti del cambiamento climatico possono compromettere i popolamenti più antichi e gli alberi monumentali. La sua presenza resta però essenziale per la stabilità ecologica dei versanti, per la biodiversità e per il valore culturale che porta con sé. Così, il larice continua a essere un simbolo delle montagne europee: resistente, luminoso e profondamente legato alla vita delle terre alte.

Se vuoi conoscere altre specie di albero: visita l’Enciclopedia del Legno di Brini Legnami qui.

Immagine tratta da Wikipedia/Wikimedia Commons: opera di Josef Moser, rilasciata con licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0).

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