La Lenga, nome comune di Nothofagus pumilio, è uno degli alberi simbolo delle foreste andino-patagoniche. Rappresenta una delle specie forestali più caratteristiche dell’estremo sud del Sudamerica. Appartiene alla famiglia delle Nothofagaceae, la stessa dei cosiddetti “faggi australi”. Questa specie è imparentata solo lontanamente con i faggi europei, pur condividendone l’aspetto elegante e alcune caratteristiche del legno. Il nome scientifico Nothofagus deriva dal greco e significa letteralmente “falso faggio”, a sottolineare questa somiglianza solo apparente. Oltre al nome Lenga, è conosciuta localmente come haya austral, roble blanco e, presso le popolazioni indigene della Terra del Fuoco, con nomi tradizionali come kuturn e kicharrn, che testimoniano il profondo legame tra l’albero e le culture native.

La Lenga è originaria delle Ande meridionali e si distribuisce naturalmente in Cile e Argentina, dalla regione centro-meridionale fino alla Patagonia estrema e alla Terra del Fuoco, includendo aree come Capo Horn e l’Isola Navarino. Cresce in ambienti freddi e umidi, spesso caratterizzati da abbondanti nevicate invernali e forti escursioni termiche, dimostrando una notevole capacità di adattamento. È in grado di vivere dal livello del mare fino al limite superiore degli alberi, che può superare i 1.500–2.000 metri di altitudine, e in condizioni estreme assume forme contorte e basse, tipiche dei boschi di alta quota battuti dal vento. Tollera temperature inferiori ai –30 °C e gelate in ogni stagione, adattandosi sia a suoli relativamente secchi sia a terreni più umidi, purché ben drenati.
Nothofagus pumilio può raggiungere in condizioni ottimali altezze tra i 25 e i 30 metri, con tronchi che arrivano a superare il metro di diametro. Nelle zone più esposte e difficili, come la Terra del Fuoco, gli esemplari risultano generalmente più bassi e robusti. La pianta è decidua e resta priva di foglie per diversi mesi all’anno, un adattamento che le consente di resistere ai lunghi inverni australi. Le foglie sono piccole, ellittiche o ovate, con margine dentato, di colore verde scuro durante la stagione vegetativa e con spettacolari tonalità gialle, aranciate e rossastre in autunno. La corteccia è liscia e grigiastra negli alberi giovani, mentre negli esemplari maturi diventa più scura e profondamente fessurata.
Il legno di Lenga (Nothofagus pumilio) è uno degli aspetti più apprezzati di questa specie. L’alburno si presenta di colore chiaro, biancastro o rosato. Il durame varia dal giallo-rosato al bruno chiaro, scurendosi con il tempo e l’esposizione alla luce. La fibra è fine e regolare, con una tessitura uniforme che rende il materiale esteticamente gradevole e facile da lavorare. La densità media, intorno ai 550–580 kg/m³ a legno stagionato, colloca la Lenga tra i legni di media durezza, offrendo un buon compromesso tra resistenza e leggerezza.
Grazie a queste caratteristiche, il legno di Lenga è ampiamente utilizzato in falegnameria e nell’industria del mobile, dove viene spesso paragonato o impiegato come alternativa al ciliegio americano. Si lavora con facilità, si pialla e si leviga bene, accetta chiodi, viti e colle senza problemi e offre ottimi risultati nelle finiture superficiali. Viene impiegato per mobili, pavimenti, rivestimenti interni, infissi, pannelli e, tradizionalmente, per utensili e manufatti artigianali. In passato, le popolazioni Selknam selezionavano con cura il legno di Lenga per costruire degli archi, utilizzando solo la parte chiara e flessibile del tronco. In ambito enologico e dei distillati, il legno di Lenga è oggi apprezzato per la sua capacità di conferire aromi delicati, note dolci, sentori di cedro e una bassa astringenza, oltre a un caratteristico colore rosato nei distillati.
La Lenga (Nothofagus pumilio) svolge inoltre un ruolo fondamentale negli ecosistemi patagonici. Qui forma estese foreste che ospitano una ricca biodiversità e contribuiscono alla stabilità dei suoli montani. È una specie che si rigenera bene dopo incendi naturali, anche se parassiti specifici e i cambiamenti climatici rappresentano fattori di pressione locali. Attualmente Nothofagus pumilio non è considerata a rischio di estinzione a livello globale ed è classificata come specie a “minima preoccupazione”. La conservazione delle sue foreste è però strettamente legata a pratiche di gestione sostenibile. In Cile e Argentina, enti come la CONAF promuovono uno sfruttamento responsabile, affinché la Lenga continui a rappresentare non solo una risorsa economica, ma anche un patrimonio naturale e culturale unico della Terra Australis.
Se vuoi conoscere altre specie di albero: visita l’Enciclopedia del Legno di Brini Legnami qui.
Immagine tratta da Wikimedia Commons; fonte originale: Libro del Árbol, Tome II, Celulosa Argentina S.A., Buenos Aires, 1975. Utilizzata a scopo divulgativo con attribuzione all’autore caricatore quando indicato.




