• SP 231 KM 4,600 EX SS 98 KM 76, 70032 Bitonto BA

LIMBALI: Albero delle foreste pluviali Africane

LIMBALI (GILBERTIODENDRON DEWEVREI)

Il Limbali, nome commerciale con cui è conosciuto il legno di Gilbertiodendron dewevrei, è una delle specie arboree più imponenti e affascinanti delle foreste pluviali dell’Africa centrale. Appartenente alla famiglia delle Fabaceae, sottofamiglia Caesalpinioideae, questo albero sempreverde rappresenta un elemento chiave degli ecosistemi guineo-congolesi. Localmente è noto con numerosi nomi, a testimonianza della sua ampia diffusione e del suo profondo legame con le popolazioni che vivono nelle regioni forestali africane.

LIMBALI (GILBERTIODENDRON DEWEVREI)

Il suo habitat naturale è costituito dalle foreste tropicali umide, dense e stratificate dell’Africa occidentale e centrale. In particolare è diffuso in paesi come Nigeria, Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Gabon, Guinea Equatoriale e nord dell’Angola. Cresce in aree caratterizzate da precipitazioni annue elevate, comprese tra 1.600 e 1.900 mm, con una breve stagione secca e temperature costantemente alte. Predilige terreni profondi, ben drenati, talvolta sabbiosi o leggermente paludosi, spesso in prossimità di corsi d’acqua. Una delle sue caratteristiche ecologiche più sorprendenti è la capacità di formare popolamenti quasi puri, fenomeno noto come monodominanza, raro nelle foreste tropicali.

Dal punto di vista dimensionale, il Limbali è un vero gigante. Può raggiungere altezze comprese tra 35 e 45 metri, con esemplari eccezionali che superano tali valori. Il tronco è diritto, cilindrico e privo di contrafforti, con un diametro che può oltrepassare i 150 centimetri e arrivare, nei soggetti più maturi, anche oltre i 200 centimetri. La parte inferiore del fusto è generalmente sgombra di rami, caratteristica che lo rende particolarmente apprezzato per l’utilizzo industriale del legname.

Le caratteristiche morfologiche della specie sono altrettanto distintive. La corteccia è spessa, ruvida, di colore grigio-marrone o giallastro, e tende a sfaldarsi in grandi scaglie irregolari. Le foglie sono sempreverdi, pendule e coriacee, disposte in modo alterno e organizzate in foglie composte pennate con due fino a cinque paia di foglioline. Queste ultime hanno forma ovata o ellittica, con apici ottusi e una pagina inferiore papillosa. La fioritura avviene tramite infiorescenze a pannocchia, con fiori profumati dai toni rosso-violacei, mentre i frutti sono grandi baccelli legnosi appiattiti che contengono semi lucidi di colore marrone.

Il legno di Limbali (Gilbertiodendron dewevrei) è uno degli aspetti più apprezzati della specie. L’alburno è ben distinto dal durame e presenta una colorazione grigio-giallastra o rosata, mentre il durame varia dal bruno rossastro al rame scuro, talvolta con riflessi verdastri. La grana è generalmente diritta o leggermente intrecciata e la tessitura medio-grossolana. Dal punto di vista fisico-meccanico, il Limbali è un legno pesante e resistente, con una densità media intorno agli 810 kg/m³ a umidità del 12%, valore che può variare in funzione delle condizioni di crescita e stagionatura.

Grazie a queste caratteristiche, il Limbali trova largo impiego in numerosi settori. È utilizzato nell’edilizia pesante, nella realizzazione di travi, pavimentazioni industriali, traversine ferroviarie e puntelli minerari. È apprezzato anche nella costruzione navale, nella falegnameria per porte, finestre e arredi da esterno, nella tornitura e nella produzione di manici di utensili. Pur essendo un legno duro, può essere lavorato con buoni risultati utilizzando utensili adeguati; richiede tuttavia un’essiccazione lenta e controllata per evitare fessurazioni.

Oltre agli usi industriali, il Limbali (Gilbertiodendron dewevrei) riveste un ruolo importante nella vita quotidiana delle popolazioni locali. I suoi semi, opportunamente trattati per eliminare sostanze tossiche, vengono consumati soprattutto in periodi di carestia. Corteccia, foglie e linfa sono impiegate nella medicina tradizionale, mentre fibre ricavate dalla corteccia interna servono per realizzare legacci e corde. In alcune regioni del Congo, l’albero viene utilizzato persino come materiale da costruzione per capanne tradizionali.

Dal punto di vista della conservazione, Gilbertiodendron dewevrei è attualmente classificato come specie a rischio minimo, ma le sue foreste monodominanti risultano sensibili ai disturbi antropici. Il disboscamento selettivo e l’apertura della copertura forestale favoriscono specie più competitive, mettendo a rischio l’equilibrio naturale di questi ecosistemi. La tutela del Limbali passa quindi attraverso una gestione forestale sostenibile, capace di preservare non solo una specie, ma interi paesaggi naturali di straordinaria complessità e valore ecologico.

Se vuoi conoscere altre specie di albero: visita l’Enciclopedia del Legno di Brini Legnami qui.

Immagine tratta da Wikipedia/Wikimedia Commons: opera di Xander van der Burgt, rilasciata con licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported (CC BY 3.0)

Articoli recenti

MADRONA (ARBUTUS MENZIESII)

MADRONA: l’albero dalla corteccia viva

La Madrona, conosciuta scientificamente come Arbutus menziesii, è un albero sempreverde a foglia larga appartenente alla famiglia delle Ericaceae. La stessa che comprende eriche, mirtilli

LIGNUM VITAE (GUAIACUM SANCTUM)

LIGNUM VITAE: Il legno della Vita

Il Lignum Vitae, scientificamente noto come Guaiacum sanctum, è uno degli alberi più celebri e affascinanti del mondo tropicale. Sia per le sue straordinarie caratteristiche

LENGA (NOTHOFAGUS PUMILIO)

LENGA: Il faggio australe della Patagonia

La Lenga, nome comune di Nothofagus pumilio, è uno degli alberi simbolo delle foreste andino-patagoniche. Rappresenta una delle specie forestali più caratteristiche dell’estremo sud del