Il Pino del Paraná, conosciuto anche come Araucaria angustifolia, è una delle conifere più caratteristiche dell’America meridionale. Appartiene alla famiglia delle Araucariaceae e, nonostante il nome comune, non è un vero pino del genere Pinus. È originario soprattutto del Brasile meridionale e sud-orientale, ma il suo areale comprende anche alcune zone dell’Argentina nord-orientale e del Paraguay.

In portoghese è chiamato pinheiro-do-Paraná, pinheiro-brasileiro o semplicemente araucária, mentre il nome curii appartiene alla tradizione indigena. La specie, descritta originariamente nel 1819 come Columbea angustifolia, è oggi riconosciuta come Araucaria angustifolia.
Il suo ambiente naturale è la Foresta Atlantica meridionale, in particolare la cosiddetta Foresta di Araucaria, una formazione subtropicale umida nella quale questo albero può diventare dominante o emergere al di sopra della vegetazione circostante. Cresce soprattutto in aree montane e collinari, generalmente tra 500 e 1.800 metri in Brasile.
Il Pino del Paraná (Araucaria angustifolia) predilige condizioni fresche e umide e terreni generalmente acidi, con una buona disponibilità d’acqua. Nelle popolazioni dell’Argentina e del Paraguay può vivere anche a quote differenti, arrivando in alcune aree fino a circa 2.300 metri.
Le sue dimensioni sono notevoli. Gli esemplari adulti raggiungono comunemente 20-35 metri di altezza, ma possono arrivare a circa 50 metri, sviluppando tronchi diritti, cilindrici e spesso privi di rami per gran parte della loro lunghezza.
Anche la forma della chioma cambia con l’età. Negli alberi giovani è più regolare e conica, mentre negli esemplari maturi i rami si concentrano nella parte superiore, formando la caratteristica sagoma a candelabro che rende l’araucaria immediatamente riconoscibile.
Le foglie sono sempreverdi, rigide, coriacee, appuntite e di colore verde intenso. La corteccia è invece spessa, rugosa e profondamente solcata. La specie è generalmente dioica: esistono quindi individui maschili e femminili distinti, mentre l’impollinazione avviene principalmente attraverso il vento.
Gli alberi femminili producono grandi coni globosi contenenti numerosi semi, chiamati in portoghese pinhões. Questi semi sono commestibili e ricchi di amido e rappresentano ancora oggi un alimento tradizionale del Brasile meridionale, oltre a costituire una risorsa importante per numerosi animali della foresta.
Il legno è stato per lungo tempo uno dei principali motivi dell’importanza economica della specie. È generalmente chiaro, con tonalità dal giallo-biancastro al giallo-bruno, un alburno poco distinto dal durame e una fibratura prevalentemente diritta.
Relativamente leggero e facilmente lavorabile, il legno di Araucaria angustifolia è stato utilizzato in edilizia, carpenteria, arredamento, serramenti, pavimenti, compensati e pannelli, oltre che nella produzione di cellulosa e carta. La regolarità del tronco ha favorito inoltre la produzione di tavolame e assortimenti di buona lunghezza.
La densità varia in funzione dell’umidità e delle condizioni di crescita, ma può essere indicativamente collocata intorno ai 500-550 kg/m³ al 12% di umidità. È quindi un legno relativamente leggero, caratteristica che, insieme alla sua lavorabilità, ne ha favorito l’ampio utilizzo industriale.
Il Pino del Paraná possiede però anche un’importanza culturale profonda. I suoi pinhões erano utilizzati dalle popolazioni indigene già prima dell’arrivo degli europei e sono ancora presenti nella cucina tradizionale. L’albero è inoltre uno dei simboli dello Stato del Paraná ed è strettamente legato alla città di Curitiba.
La storia della specie presenta però un drammatico rovescio della medaglia. L’intenso sfruttamento del legname, la trasformazione delle foreste in terreni agricoli e pascoli e la sostituzione delle formazioni naturali con altre piantagioni hanno ridotto enormemente il suo habitat.
Secondo la valutazione IUCN, la superficie originaria delle foreste di araucaria si è ridotta di oltre il 97% nel corso del XX secolo e Araucaria angustifolia è oggi classificata come Critically Endangered, cioè in pericolo critico di estinzione.
Conservare questa specie significa quindi proteggere non soltanto un albero, ma un intero ecosistema. I suoi semi sostengono la fauna, mentre la sua chioma contribuisce a creare condizioni favorevoli per altre piante. Tutelare le popolazioni residue, favorire la rigenerazione naturale e promuovere nuovi interventi di riforestazione sono oggi fondamentali per garantire un futuro a uno dei simboli più riconoscibili delle foreste del Sud America.
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