Tra gli alberi che più facilmente riescono a sorprendere per l’aspetto e per le caratteristiche del loro legno, la Paulownia occupa un posto particolare. Conosciuta scientificamente come Paulownia tomentosa (Thunb.) Steud., appartiene alla famiglia delle Paulowniaceae e all’ordine delle Lamiales. Originaria dell’Asia orientale, in particolare della Cina centro-orientale e della Corea meridionale, è una specie caducifoglia tipica delle regioni temperate, oggi coltivata e naturalizzata anche in numerose altre parti del mondo, Italia compresa. Conosciuta anche come albero della principessa, albero imperiale o, soprattutto in Giappone, kiri, la Paulownia deve il proprio nome specifico, tomentosa, alla caratteristica peluria che ricopre alcune parti della pianta, in particolare le foglie.

Il suo ambiente naturale comprende aree dove può trovare luce abbondante, terreni profondi e condizioni sufficientemente favorevoli allo sviluppo dell’apparato radicale. È una specie pioniera, capace di colonizzare rapidamente anche ambienti disturbati e superfici dove la vegetazione originaria è stata alterata. Proprio questa capacità di adattamento ha contribuito alla sua diffusione ben oltre l’areale originario.
La Paulownia è un albero di dimensioni importanti: gli esemplari adulti possono raggiungere circa 20-30 metri di altezza, sviluppando una chioma ampia e arrotondata. La sua caratteristica più celebre rimane però la rapidità di crescita, particolarmente evidente durante i primi anni di vita. Il tronco tende a svilupparsi rapidamente e presenta una corteccia inizialmente relativamente liscia, di colore grigio-bruno, che diventa progressivamente più ruvida con l’età. A rendere la pianta immediatamente riconoscibile sono soprattutto le foglie, semplici, opposte e decidue, dalla forma tipicamente cuoriforme. Sono molto grandi, generalmente comprese tra 12 e 30 centimetri, ma possono diventare ancora più imponenti nelle piante giovani e nei ricacci. La loro superficie vellutata, dovuta alla presenza di una fitta peluria, rappresenta uno dei tratti distintivi della specie.
In primavera la Paulownia offre anche una delle sue manifestazioni più spettacolari: la fioritura. I fiori, profumati e generalmente dalle tonalità lilla o violacee, compaiono prima o insieme alle nuove foglie e sono riuniti in grandi infiorescenze terminali dalla caratteristica forma piramidale, che possono arrivare a circa 50 centimetri di lunghezza. Dopo la fioritura si sviluppano capsule contenenti numerosissimi piccoli semi alati, facilmente trasportabili dal vento. La pianta unisce così un forte valore ornamentale a una notevole capacità riproduttiva e di colonizzazione.
È tuttavia nel legno che la Paulownia rivela la propria caratteristica più particolare. Il suo legname è infatti estremamente leggero, con una massa volumica che può variare sensibilmente in funzione delle condizioni di crescita e dell’umidità. In uno studio dedicato specificamente alla Paulownia tomentosa sono stati rilevati valori di circa 294 kg/m³ per il legno completamente secco e 317 kg/m³ per quello allo stato secco all’aria, mentre la densità basica è risultata di circa 272 kg/m³.
Il colore è generalmente chiaro, con alburno e durame poco differenziati e tonalità che vanno dal bianco al giallo chiaro. La struttura è caratterizzata da pori evidenti e da una tessitura relativamente grossolana. La leggerezza si accompagna a una buona stabilità dimensionale, a una discreta flessibilità e soprattutto a una notevole facilità di lavorazione. È invece un legno tenero e non particolarmente rigido: per questo motivo non può essere considerato un sostituto universale delle specie più dense e resistenti impiegate nelle strutture portanti.
Proprio il particolare equilibrio tra peso ridotto, stabilità e lavorabilità ha reso la Paulownia interessante in numerosi settori. Il suo legno è utilizzato per mobili, elementi d’arredo, contenitori, oggetti artigianali, pannelli, impiallacciature e compensati, oltre che per alcune applicazioni nell’edilizia non strutturale. In Asia orientale possiede una lunga tradizione d’impiego e in Giappone il kiri è stato particolarmente apprezzato per la realizzazione di mobili e contenitori. La leggerezza e le caratteristiche acustiche del legno ne hanno favorito inoltre l’impiego nella produzione di strumenti musicali. Altri utilizzi comprendono oggetti domestici, intagli, imballaggi e prodotti destinati alla lavorazione industriale del legno.
La storia della Paulownia, però, non riguarda soltanto il legname. La sua rapidissima crescita l’ha resa interessante anche per la produzione di biomassa e per alcuni sistemi agroforestali. Mentre la fioritura ricca di nettare rappresenta una risorsa per gli insetti impollinatori. La pianta è inoltre legata da secoli alla cultura dell’Asia orientale. In Giappone il kiri è conosciuto per il suo impiego tradizionale nella realizzazione di mobili e contenitori destinati alla conservazione di oggetti preziosi, mentre il motivo ornamentale della paulownia ha assunto anche un importante valore simbolico. La sua diffusione moderna racconta però anche un’altra storia: introdotta in molte regioni del mondo come pianta ornamentale e forestale, la specie è riuscita in alcuni territori a naturalizzarsi, soprattutto negli ambienti disturbati.
Dal punto di vista della conservazione, Paulownia tomentosa non è considerata una specie minacciata. Le attuali valutazioni disponibili la classificano come non minacciata a livello globale. Al di fuori del suo areale naturale, tuttavia, la sua capacità di produrre numerosi semi e di colonizzare rapidamente ambienti aperti richiede attenzione, perché in alcune regioni può assumere comportamento invasivo o comunque creare problemi ecologici.
È quindi una specie dal carattere duplice: da una parte un albero di grande interesse ornamentale, culturale e forestale, dall’altra una pianta che, quando introdotta in nuovi ambienti, deve essere valutata anche in relazione alle caratteristiche dell’ecosistema ospitante. È proprio questo equilibrio tra crescita, adattabilità e leggerezza a rendere la Paulownia uno degli alberi più singolari nel panorama delle specie utilizzate dall’uomo: un albero capace di raggiungere rapidamente grandi dimensioni e, allo stesso tempo, di offrire un legno così leggero da essere considerato, a pieno titolo, uno dei legnami più particolari della tradizione asiatica.
Se vuoi conoscere altre specie di albero: visita l’Enciclopedia del Legno di Brini Legnami qui.




