Il palissandro non identifica una singola specie botanica, ma un insieme di alberi appartenenti principalmente al genere Dalbergia, della famiglia delle Fabaceae (Leguminose). Questo genere comprende circa 250-300 specie distribuite nelle regioni tropicali del pianeta. Tra le più conosciute figurano il Dalbergia nigra, noto come palissandro brasiliano, il Dalbergia latifolia o palissandro indiano, il Dalbergia melanoxylon, chiamato anche African Blackwood, e il Dalbergia cearensis, conosciuto come pau violeta. Tutte producono un legno estremamente pregiato, apprezzato da secoli per la sua bellezza e le sue eccellenti proprietà meccaniche.

Le specie di Dalbergia crescono nelle zone tropicali dell’America Centrale e Meridionale, dell’Africa, del Madagascar, dell’India, del Sud-est asiatico e dell’Australia settentrionale. Prediligono foreste umide o secche, terreni ben drenati e un clima caldo durante tutto l’anno. La crescita è generalmente lenta, caratteristica che contribuisce alla formazione di un legno molto compatto, resistente e stabile. Gli alberi raggiungono normalmente un’altezza compresa tra 10 e 30 metri, anche se alcuni esemplari possono superare i 35 metri, con tronchi che arrivano a oltre un metro di diametro.
Dal punto di vista botanico, il palissandro presenta foglie alterne e composte, costituite da numerose foglioline ovali di colore verde intenso. I fiori sono piccoli, generalmente bianchi o color crema, riuniti in infiorescenze che attirano gli insetti impollinatori. I frutti sono tipici legumi contenenti uno o pochi semi. Mentre la corteccia, variabile a seconda della specie, è solitamente grigiastra o bruna e leggermente fessurata. Alcune specie africane, come il Dalbergia melanoxylon, possiedono inoltre robuste spine sui rami.
La vera ricchezza del palissandro (Dalbergia) è il suo legno. L’alburno è generalmente chiaro, di colore bianco-crema o giallo paglierino. Mentre il durame può assumere tonalità molto diverse, dal marrone dorato al rosso-bruno, fino al viola intenso o quasi al nero. Le caratteristiche venature scure, spesso nere o violacee, rendono ogni tavola unica. La fibra è normalmente diritta o leggermente intrecciata, con una tessitura fine e uniforme che permette di ottenere superfici estremamente lisce e lucide. Un’altra peculiarità è il profumo naturale emanato durante la lavorazione, che in molte specie ricorda la rosa, la vaniglia o altre essenze floreali, motivo per cui nei Paesi anglosassoni questi legni sono conosciuti come Rosewood.
Grazie alla sua elevata durezza, alla resistenza all’umidità, ai funghi e agli insetti, il palissandro è considerato uno dei migliori materiali per l’ebanisteria. Viene utilizzato per mobili di pregio, impiallacciature decorative, pavimenti, pannelli, intarsi e oggetti torniti come penne, manici e scacchi. Tuttavia, l’impiego più famoso riguarda la liuteria: numerose specie vengono infatti utilizzate per realizzare fondi, fasce, tastiere e ponticelli di chitarre acustiche e classiche, oltre a bassi, mandolini e altri strumenti a corda. Il Dalbergia melanoxylon, grazie alla sua eccezionale densità e stabilità, è invece uno dei legni più apprezzati per la costruzione di clarinetti, oboi, flauti e altri strumenti a fiato professionali.
Il peso specifico del palissandro varia generalmente tra 850 e 1.100 kg/m³, anche se alcune specie, come il Dalbergia melanoxylon, possono superare i 1.200 kg/m³, risultando addirittura più pesanti dell’acqua. Questa elevata densità conferisce al legno grande robustezza, ottima resistenza all’usura e una lunga durata nel tempo.
Tra le curiosità più interessanti vi è il fatto che ogni tavola presenta venature irripetibili, caratteristica che rende ogni manufatto unico. Alcune specie conservano inoltre il loro profumo naturale per molti anni dopo il taglio. Durante la lavorazione è però consigliabile utilizzare adeguati dispositivi di protezione, poiché la polvere del legno può provocare reazioni allergiche, dermatiti e irritazioni delle vie respiratorie nei soggetti più sensibili.
L’elevato valore economico del palissandro ha purtroppo favorito un intenso sfruttamento delle foreste tropicali. Diverse specie del genere Dalbergia sono oggi considerate minacciate e protette dalla Convenzione CITES, che ne regolamenta il commercio internazionale. Il caso più noto è quello del Dalbergia nigra, il celebre palissandro brasiliano, classificato come specie vulnerabile. Per questo motivo il legname oggi impiegato proviene sempre più spesso da foreste gestite in modo sostenibile o da specie alternative, contribuendo alla conservazione di uno dei patrimoni forestali più preziosi e affascinanti del mondo.
Se vuoi conoscere altre specie di albero: visita l’Enciclopedia del Legno di Brini Legnami qui.
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