L’Ontano Nero (Alnus Glutinosa), conosciuto anche come ontano comune, è un albero appartenente alla famiglia delle Betulaceae, la stessa di betulle e noccioli. Diffuso in gran parte dell’Europa, nel Nord Africa, nell’Asia Minore e in numerose regioni dell’Asia temperata, è presente in tutta Italia, dove rappresenta una delle specie più caratteristiche degli ambienti fluviali. Il suo nome scientifico deriva dal termine latino glutinosa, che significa “appiccicosa”, un chiaro riferimento alla sostanza resinosa presente sulle giovani foglie e sulle gemme. Si tratta di una specie decidua e monoica, capace cioè di produrre fiori maschili e femminili sulla stessa pianta. Questa caratteristica è comune a molti alberi appartenenti alla sua famiglia.

L’habitat naturale dell’ontano nero è strettamente legato alla presenza costante dell’acqua. Cresce infatti lungo le rive di fiumi, torrenti, laghi e canali, ma anche nelle paludi, nelle torbiere e nei terreni acquitrinosi, dove poche altre specie arboree riescono a svilupparsi con la stessa efficacia. Predilige suoli profondi, fertili e ricchi di umidità, sopportando senza difficoltà anche periodi di allagamento grazie a un apparato radicale particolarmente resistente. In Italia vegeta prevalentemente dal livello del mare fino a circa 800 metri di altitudine. In alcune zone montane può spingersi oltre i 1.200 metri. Una delle sue caratteristiche più interessanti è la simbiosi con i batteri del genere Frankia, che vivono all’interno di noduli radicali e sono in grado di fissare l’azoto atmosferico, arricchendo naturalmente il terreno e favorendo la crescita della vegetazione circostante.
Dal punto di vista delle dimensioni, l’ontano nero è considerato un albero di media grandezza. Normalmente raggiunge un’altezza compresa tra i 15 e i 20 metri, ma negli ambienti più favorevoli può superare i 25 metri. Ci sono poi esemplari eccezionali che arrivano persino a sfiorare i 30 metri. Il tronco presenta generalmente un diametro compreso tra 40 e 70 centimetri, mentre gli individui più vecchi possono superare il metro. L’accrescimento è relativamente rapido nei primi decenni di vita, caratteristica che rende questa specie particolarmente apprezzata anche negli interventi di riforestazione e recupero ambientale.
L’aspetto dell’Ontano Nero (Alnus Glutinosa) è facilmente riconoscibile. La corteccia, inizialmente liscia e grigiastra, diventa con il tempo sempre più scura fino ad assumere una colorazione quasi nera, attraversata da profonde fessurazioni longitudinali. Le foglie sono caduche, di forma arrotondata o leggermente obovata, con margine dentellato e apice caratteristicamente tronco o appena inciso. La pagina superiore appare verde brillante, mentre quella inferiore è più chiara e presenta piccoli ciuffi di peli lungo le nervature. Le giovani foglie risultano spesso vischiose al tatto, proprio da questa peculiarità deriva il nome della specie. La fioritura avviene tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. In questo periodo l’albero produce lunghi amenti maschili penduli di colore giallo-verde e piccoli amenti femminili eretti. Da questi ultimi si sviluppano le caratteristiche infruttescenze legnose, simili a minuscole pigne, che persistono sulla pianta anche durante l’inverno e costituiscono uno degli elementi ornamentali più distintivi dell’ontano.
Il legno dell’ontano nero possiede caratteristiche molto particolari. L’alburno è poco differenziato dal durame e presenta tonalità bianco-giallastre o giallo pallido. Dopo il taglio il legno subisce una rapida ossidazione. Nel giro di poche ore assume una colorazione giallo-arancio che tende progressivamente al rosso-arancio e successivamente al rosato-bruno. La tessitura è fine e uniforme, mentre la fibratura è generalmente diritta, caratteristiche che lo rendono facile da lavorare sia con utensili manuali sia con macchinari. Si tratta di un legno semiduro, moderatamente leggero e omogeneo, che offre una buona stabilità dimensionale.
Le sue proprietà hanno favorito numerosi impieghi nel corso della storia. L’ontano viene utilizzato nella falegnameria leggera, nella produzione di mobili, pannelli, compensati, impiallacciature, oggetti torniti, sculture, utensili e articoli artigianali. Una delle sue qualità più sorprendenti è la straordinaria resistenza quando rimane permanentemente immerso nell’acqua. In assenza di ossigeno il legno può infatti conservarsi per secoli senza degradarsi. Per questo motivo è stato largamente impiegato nella costruzione di palafitte, pontili, opere idrauliche e pali di fondazione. Celebre è il suo utilizzo nelle fondamenta di numerosi edifici storici di Venezia, sostenuti ancora oggi da migliaia di pali di ontano infissi nel terreno lagunare. Inoltre il suo legno è apprezzato anche come combustibile e per l’affumicatura di pesce, carne e formaggi, grazie al fumo delicato che produce.
Il legno presenta una densità media di circa 530 kg/m³, con valori generalmente compresi tra 510 e 560 kg/m³ al 12% di umidità. Questo lo colloca tra i legni di peso medio-leggero, facilmente lavorabili ma sufficientemente resistenti per molte applicazioni di falegnameria e carpenteria leggera.
Non mancano infine numerose curiosità che rendono questa specie particolarmente interessante. Oltre alla capacità di migliorare naturalmente la fertilità del terreno grazie alla fissazione dell’azoto, l’ontano svolge un ruolo fondamentale nel consolidamento delle sponde dei corsi d’acqua, contribuendo a limitare erosione e dissesti idrogeologici. Le sue infruttescenze rappresentano inoltre una preziosa fonte di nutrimento per numerose specie di uccelli durante la stagione invernale. La corteccia, ricca di tannini, è stata utilizzata per secoli nella concia delle pelli e nella preparazione di decotti dalle proprietà astringenti e antinfiammatorie, mentre le foglie trovavano impiego nella medicina popolare per alleviare diversi disturbi.
Sebbene l’Ontano Nero (Alnus Glutinosa) sia ancora una specie ampiamente diffusa e non venga considerata globalmente a rischio, la progressiva scomparsa delle zone umide, la canalizzazione dei corsi d’acqua, l’aumento dei periodi di siccità e la diffusione di patogeni come Phytophthora alni rappresentano minacce sempre più concrete. Per questo motivo la conservazione degli ambienti ripariali riveste un’importanza fondamentale non solo per la sopravvivenza dell’ontano, ma anche per la tutela della biodiversità e dell’equilibrio degli ecosistemi fluviali. Grazie alla sua straordinaria capacità di consolidare il terreno, migliorare la fertilità del suolo e ospitare numerose specie animali, l’ontano nero continua a essere uno degli alberi più preziosi per la gestione sostenibile del territorio e per la salvaguardia degli ambienti naturali.
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